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Rimane l’asperrimo odore.
Allorchè m’ero assopito,
sognando rapito di un boschivo mito
disteso, m’abbandonai passando l’ore.

Quando al momento, di levarmi intentai
m’accorsi che le forze non eran meco.
Stetti per volger in orizzonte sbieco
quando della madre betulla un braccio afferrai.

Ora che del trambusto il ricordo resta
e il sogno è oramai svanito
traccia del passato indelebile s’arresta
sicchè sognar mi costringe in più artefatto sito.

(Titolo: Resina sulle mani)

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